mercoledì 17 aprile 2019

Poesia - La terra del nobile uomo

Tempo fa ho scritto una poesia.
Metto subito le mani avanti, non mi reputo un vero poeta, né un cultore del genere, anzi, a dirla tutta ho odiato la mia maestra delle elementari che mi faceva imparare a memoria pagine e pagine di poesie senza che ne capissi il senso.
Accidenti a te maestra Angela!
Il rapporto con le poesie è un po' migliorato nel tempo, quando mi sono capitati sotto mano dei testi che illustravano il significato dei versi e spiegavano che dietro le parole c'erano immagini, sensazioni, simboli, sentimenti. Grazie a questo ho rivalutato Leopardi, Carducci, Ungaretti, Montale ecc... (diciamo un po' tutti i poeti nostrani, ad eccezione di Manzoni, con lui ancora non ho fatto pace!).
Infine è nato il vero e proprio interesse verso quest'arte grazie alle poesie dialettali che recitavano (e qualcuno ancora recita) gli anziani e i pastori delle mie parti.
In un altro post (che potete leggere QUI) ho parlato infatti della poesia dialettale in ottave, metrica che apprezzo particolarmente e a cui mi sono rifatto di tanto in tanto per creare qualche verso scherzoso.
Preso da questa vena, come anticipato all'inizio di questo post, ho scritto una poesia.
Ho buttato giù dei versi senza troppe pretese pensando alla mia regione, le Marche, rievocando quello spirito che nei secoli l'ha sempre caratterizzata, ovvero lo spirito della gente semplice ma lavoratrice, che ama tanto il vino e gli affettati quanto il buon vecchio lavoro manuale e la sana fatica.
Su, pensateci bene, in fondo un bel tagliere di affettati affiancato
da un fiasco di buon vino non è già di per sé un'immagine poetica?
Non vi evoca stimoli, sensazioni, pensieri, ricordi?
Forse è uno spirito che con i tempi moderni va scomparendo, ma che è ancora possibile assaporare se ci si ferma nelle contrade o  nei borghi di campagna o montani ancora abitati da coloro che, magari utilizzando un termine troppo semplice e abusato, sono definiti come "persone di una volta".
Ordunque, senza ulteriori indugi, vi propongo qui di seguito la mia poesia, sperando come sempre che possa strapparvi un'emozione o anche un semplice sorriso.
Buona lettura.

La terra del nobile uomo

Io sono la terra del nobile uomo,
di colui che non ha mai abbandonato,
che a testa bassa lavora mai domo,
sgobba sodo e ne resta appagato,
che non vuol ambrosia o dorato pomo,
ma brama sol il suo pane e salato.
Di questa semplicità sono invasa:
nobiltà cui la mia pelle è pervasa.

Perché più di un titolo, del sangue blu,
dei Pallotta, Della Rovere, Varano,
c’è un’aristocrazia che siede ben più su:
vento che soffia nell’animo umano!
È nei miei fiumi, colli e ancor più
nei monti, mare e persin nel pantano.
Che manco il fango insozza davvero
se pregno di fatica di cor sincero.

Così all’uomo qui nato ho donato
ognuna virtù che in largo ho spaso,
allorché su di me s’è inginocchiato
felice, la mia nobiltà l’ha invaso.
Io son terra nobile, hai mai pensato
che magari non è capriccio del caso
se fra tante altre regioni o stati
io son Le Marche, plurale maiestatis.

di M.N.Blackbeard

giovedì 21 febbraio 2019

Racconto - Non proprio inventati dal nulla

Avete mai sentito parlare del Premio Hypnos?
Per chi non lo sapesse è uno dei concorsi letterari italiani per quel che riguarda i racconti di genere fantastico più conosciuti nell'ambiente, indetto dalla Edizioni Hypnos che, come si può leggere nel loro sito, è "una casa editrice milanese nata nel 2010, specializzata in letteratura fantastica e weird, dedicata al recupero di classici dimenticati e alle nuove voci del weird moderno."

L'edizione del Premio Hypnos 2019 per "racconti appartenenti al genere weird o fantastico, o comunque contenenti elementi identificativi" ha visto pervenire oltre un centinaio di opere e fra i partecipanti c'era anche il sottoscritto, con un racconto dal titolo "Non proprio inventati dal nulla", di genere sicuramente poco weird ma certamente fantastico.
Oggi 21 febbraio 2019 sono usciti i risultati coi nomi dei finalisti e... non sono fra questi. Amen, va bene così. Non dico che non mi importa perché, inutile nascondersi, vincere è gratificante per ciascuno di noi, però non mi lamento dai, andrà meglio la prossima volta. Complimenti comunque ai finalisti, non vedo l'ora di leggere le loro creazioni.
Quel che posso dire con assoluta certezza è che mi sono divertito a scrivere questo racconto e che il risultato mi soddisfa, insomma, anche se non è da vittoria di un concorso, non penso sia proprio una ciofeca.
Visto che ormai sono escluso dalla volata finale del Premio Hypnos, ho deciso di pubblicarlo qui, in modo che ciascuno di voi, se ha una ventina di minuti a disposizione e se ne ha voglia, possa leggerlo.
Per invitarvi alla lettura ecco una breve introduzione:
Vi piacciono gli interrogativi tipo "Come funzionano le leggi della natura? Siamo soli nell'universo? Esistono altri mondi e altre realtà? Può un Professore di fisica universitario salvare il mondo?" Se la vostra risposta è sì allora questo racconto potrebbe piacervi.


Badate bene, non sperate di trovare eroi nerboruti, navicelle spaziali, divinità vendicative, draghi, elfi o entità sovrannaturali. La storia si svolge tutta dentro l'ufficio del Prof. Alexander Fleming e più che l'azione sono le nozioni scientifiche le vere protagoniste. E' più facile che apprezziate il racconto se siete fan di Piero Angela e SuperQuark piuttosto che de Il Trono di Spade.
Ok, ho parlato fin troppo, eccovi il racconto:
(cliccate sul link per aprirlo)

Ohi, io gli avvisi ve li ho dati tutti. Non venite poi a lamentarvi da me se non è il vostro genere.
Buona lettura

lunedì 21 gennaio 2019

Cacciatori di Negromanti - il ricavato in beneficenza

la copertina
Dopo circa un anno eccomi di nuovo a parlare della mia raccolta di racconti Cacciatori di Negromanti, disponibile su Amazon sia in formato kindle che cartaceo cliccando QUI.
Per chi è la prima volta che ne sente parlare cito la quarta di copertina: "Nel cuore dell'Italia si ergono i Monti Sibillini, un luogo mistico che da sempre è legato a episodi di magia. Questa catena in passato ha richiamato a sé streghe e negromanti che si recavano sulle cime dei monti per consacrare i propri grimori ai demoni e ottenere i loro servigi dando in cambio la propria anima. Il loro potere immondo era tale da scatenare disastri e flagelli nei territori circostanti. In un medioevo zeppo di malefici, superstizioni e arti occulte, di generazione in generazione una famiglia di cacciatori di negromanti si dedica alla lotta contro i potenti seguaci del demonio che infestano le montagne. Perché per quanto possono essere potenti le stregonerie, una lama, dopotutto, infilza allo stesso modo tanto un pollo quanto una fattucchiera."
Come appena accennato e come descritto nel precedente post, questo libro è composto da cinque racconti fantasy ambientati attorno ai Monti Sibillini durante il periodo medievale.
I Monti Sibillini, per chi non lo sapesse (ed è grave non saperlo, quindi sappiatelo!) è una splendida catena montuosa dell'appennino centrale che si snoda a cavallo fra Marche e Umbria, ed è la zona di epicentro dei disastrosi terremoti che hanno colpito la nostra penisola nell'agosto e ottobre del 2016.
Anche se ormai i giornali non ne parlano più, le zone colpite dai terremoti sono tutt'ora in ginocchio. Alcuni devono ancora ricevere le ultime SAE (soluzioni abitative d'emergenza - le famose "casette"), il 95% delle macerie non sono state rimosse, continuano dopo due anni gli accertamenti per quantificare i danni agli edifici e quindi stabilire gli eventuali contributi per la ricostruzione e ovviamente di ricostruire le abitazioni non se ne parla affatto. In sostanza, a distanza di 2 anni e mezzo ci sono persone che ancora non hanno una casa e non sanno se ce l'avranno mai... di sicuro non entro i prossimi 10 anni. Che bella prospettiva per gli abitanti e i commercianti del posto!
inutile commentare
Fra i vari paesi colpiti in territorio marchigiano, c'è Visso, dove vi è la sede del Parco Nazionale dei Monti Sibillini (che il 3 dicembre 2018, dopo mesi di vagabondaggio, ha ottenuto un container per ubicare i propri uffici... 2 anni per farsi dare un container, ho detto tutto!). Il centro storico di Visso è tutt'ora inagibile e inaccessibile se non tramite permessi speciali e con l'accompagno delle forze dell'ordine, perciò tutti i commercianti del centro sono stati stipati dentro delle casse di legno senza riscaldamento vicino a una canale a tempo indeterminato. E se d'estate dentro quelle scatolone si schiatta di caldo, ma si sopporta, d'inverno le temperature di Visso scendono tranquillamente a -10°C, ditemi voi come si può stare tutto il giorno così!
Cit. di Nightmare Before Christmas: "Dai rinchiudiamolo, chiuso in una cassa, dopo un secolo vedremo come se la passa!"
Questi coraggiosi commercianti comunque non hanno mollato e hanno creato l'associazione RisorgiVisso, facendo squadra e organizzando eventi e attività per riattirare le persone nel Comune (che era una perla per storia, arte e turismo incastonata fra le montagne) e far ripartire un minimo l'economia della zona, perché in fondo senza lavoro non c'è di che vivere e se non c'è di che vivere la gente se ne va e alla fine il territorio muore.
Proprio per aiutare queste persone che anche se in ginocchio lottano giorno dopo giorno con le unghie e con i denti per la loro terra, avevo deciso di donare il ricavato delle vendite di un anno di Cacciatori di Negromanti all'associazione RisorgiVisso.
Perciò in questo periodo sto effettuando le ultime riscossioni e, tirando le somme a ormai più di un anno dalla messa in vendita del libro, ecco il risultato: circa 100 copie vendute in totale, fra Amazon e punti vendita sparsi nel territorio, per un totale netto (ovvero tolte le spese di pubblicazione e la percentuale per i venditori a cui l'ho distribuito) di circa 180,00€.
100 copie forse non sono molte, è vero, ma a guardar bene non sono neanche poche per il primo anno di un libro inedito autoprodotto, non pubblicizzato tramite i normali canali (ho fatto solo un paio di post su facebook e basta) e non distribuito nelle librerie ma solo presso i piccoli commercianti delle zone colpite dal sisma del 2016.
Alla fine penso che posso ritenermi soddisfatto, avendo venduto tutte le copie che ho distribuito in giro. Qualcosa di meglio mi aspettavo dalla vendita on-line, ma ripeto, senza visibilità il risultato ottenuto è più che dignitoso.
A breve quindi effettuerò la donazione, sperando che nel mio piccolo possa comunque portare un aiuto ai commercianti di RisorgiVisso.

Grazie a tutti voi che avete contribuito!

Edit del 29/01/2019:
Donazione effettuata! ;o)
Ho arrotondato un po'.   ---------------------------------------------->

lunedì 15 gennaio 2018

I Sibillini, poesia dialetttale in ottave

Una piccola introduzione: l'ottava rima è il metro usato dai poeti pastori nell'area dei Monti Sibillini. Per secoli questi uomini portavano le loro bestie a pascolare in alta quota e la sera si riunivano attorno a un fuoco facendo bivacco. I più anziani trasmettevano ai giovani la loro esperienza, ma non solo. Introducevano anche le meraviglie del mito, delle narrazioni, della poesia popolare e i grandi poemi cavallereschi.
Fra le opere che i pastori erano in grado di recitare a memoria c'erano La Gerusalemme Liberata di Tasso, L'Orlando Furioso di Ariosto, nonché Il Guerrin Meschino di Andrea da Barberino (dove il protagonista fa visita proprio alla maga Sibilla dei Monti Sibillini).
Tutte queste opere sono scritte in ottava rima, a eccezione del Guerrin Meschino che è in prosa, anche se era diffusa una versione del 1560 circa a cura di Tullia D'Aragona, proprio in ottava rima.
un piccolo estratto del Guerrin Meschino in rima
Perciò, conoscendo bene questa metrica, i pastori si divertivano a loro volta a recitare poesie a braccio, ovvero poesie con rime in ottave inventate al momento (roba da far tremare d'invidia i moderni rapper freestyle).
I temi il più delle volte erano goliardici e scherzosi, e servivano per fare due risate e ammazzare il tempo nelle lunghe giornate passate su per i monti.
Purtroppo è una tradizione che va scomparendo, poiché il lavoro del pastore, pesante e di sacrificio, non viene quasi più svolto dalle persone del luogo. I giovani preferiscono altri lavori, magari in città, e quando anche i pochi pastori anziani se ne andranno, questa bella usanza se ne andrà con loro.

Rifacendomi a questo schema metrico della tradizione sibillina ho composto anch'io una breve poesia dialettale (anche se penso si comprenda bene, aggiungo la traduzione in italiano per chi non masticasse il mio dialetto, cercando di rispettare le rime per quanto possibile). E' un'ode ai miei amati monti, spero che la lettura vi regali un sorriso e la voglia di visitarli.


I Sibillini
I Monti Sibillini, versante orientale (foto da Macerata)


Qua fra li monti de magia 'mpregnati
se guardi 'npo' coll'occhi e 'npo' de còre
te sentirai vé e li malanni alleviati
senza usà pasticche o jì dal dottore
perché 'nmezzo a li boschi o fra li prati
c'è ognico' che serve pel bonumore
e fidete de me che io ce so cresciuto
e pò pe' ste cose ciagghio fiuto.

'Nnanzi tutto qua l'aria adè bona
adè sempre fresca e fa vé a li polmoni
se capita però che lu vento bastona
mettete la scuffia e 'llaccia vé li bottoni
'nvece se lu cielo sta carmu e non trona
fatte du' passi e sinti l'odori boni
che su pe' i monti fra na farfalla e 'n grillu
te 'rrempie le frosce lu profumu de serpillu.

Se mentre camini te vene un po' fame
ma non c'hai lì 'ppresso la colaziò
anche se non adè presciutto o salame
se scuficchi le fratte 'rtroi la soluziò:
de fragole e more quesso è lu reame
e se sì fortunato troi pure un lampò
se invece adé autunno non fa tante lagne
che ce starà sempre du' noci o du' castagne.

Sperenno, amico, che non sì 'na ciammella
ma che invece sì unu de gambe bone
và su li monti, non ce sta cosa più bella
fatte un percorso, scegliete le zone
poi andà do' adé fresco e l'acqua ruscella
o su 'ppe le cime o jò 'ppe un vallone
insomma, sia coll'amici che da per te,
do' vai vai, de sicuro vai vé.

Te putrìo parlà de cuscì tanti posti
tipo la gola dell'Infernaccio tetro
e li muri de San Leonardo recomposti
co' preghiere e fadiga da Padre Pietro
che poi se da lì un moccò te sposti
'rtroi la cascata 'bbuscata là dietro
ma te consiglio de non facce la doccia
che te pija 'n gorbu da quant'è ghiaccia.

Lu monte do sta misse tutte ste cose
adé uno dei più ardi e se chiama Priora
dall'Infernaccio su 'ppe le creste scabrose
a jì fino su in cima non 'rria mai l'ora.
Se te piace comunque le scalate mostruose
partenno da Foce vanne do' dimora
lu chirocefalu marchesoni, a lu Lago de Pilato
e pò in cima a lu Vettore tutta de un fiato.

Nandru laghetto lo potristi stroà
sotto lu Sassu de Palazzo Borghese
ma se ce vai d'estate non me chiede do stà
perché l'hai lisciato de quarche mese
da giugnu è ghià sciuccu e pò devi 'spettà
che 'rvene primavera quanno 'rtorna palese
e ricordete de guardà fra l'acqua tranquilla
che lì pure c'è un chirocefalo detto "della Sibilla".

In estate comunque c'è na cosa assai vella
vanne tanto più sù delle basse colline,
su lu Porche, lu Vettore o l'Argentella
potrai vedé su 'ppe le creste fine
candida e soffice proprio 'na stella
ma no una vera, adé stelle alpine
stelle alpine dell'appennino precisamente
e se te vedo a scarpille te roppo un dente.

Sicuramente conosci lu monte dominante
che dà lu nome a tutta la catena
non adè lu più ardu, ma lu più 'mportante
peccato solo pe' la stradaccia de rena
che adé 'na cicatrice su lu vellu versante
ma questo comunque de certo non frena
chi vole arrivà alla splendida cresta
che della Sibilla fa da corona su la testa.

Insomma, lascia la città, veni su sto paradiso
me pare che adè da un po' che te lo dico
sti posti lea lo stress e rdà lu sorriso
il mio adè un consiglio, un consiglio da amico
e se comunque non sì de lu stesso mio avviso
continua a magnà la scorza e a buttà lu fico
che poi esse struttu quanto te pare
ma se non te piace li Sibillini che campi a fare?

P.S.
Scì adè vero, lu tirimotu l'ha sconocchiati
sti monti e li paesi che glie stà tutt'attornu
ma non pensà che adesso adè meno fatati
adè stati feriti, però 'rrierà lu jornu
che cicatrici e strazi saranno sanati
e la jente farà a gara pe' fa ritorno
su li Monti Sibillini, che sta lì e spetta
perché tanto so eterni, non cianno fretta.
(traduzione)
Qua fra i monti pieni di magia
se guardi un po' con gli occhi e un po' col cuore
ti sentirai bene e avrai i malanni alleviati
senza usare pasticche o andare dal dottore
perché in mezzo ai boschi o fra i prati
c'è tutto ciò che serve per il buonumore
e fidati di me che io ci son cresciuto
e poi per queste cose ho fiuto.

Innanzi tutto qua l'arie è buona
è sempre fresca e fa bene ai polmoni
se capita però che il vento soffia forte
metti la cuffia e allaccia bene i bottoni
invece se il cielo è calmo e non tuona
vai a far due passi e a sentire i buon odori
che su per i monti fra una farfalla e un grillo
il profumo del timo selvatico ti riempie le narici.

Se mentre cammini ti viene un po' fame
ma non hai lì con te la colazione
anche se non è prosciutto o salame
se cerchi fra i cespugli troverai una soluzione:
di fragole e more questo è il reame
e se sei fortunato trovi pure un lampone
se invece è autunno non fare tante lagne
che ci saranno sempre due noci o due castagne.

Sperando, amico, che non sei una ciambella
ma che invece sei una persona di gambe buone
vai sui monti, non c'è cosa più bella
fai un percorso, scegli le zone
puoi andare dove è fresco e l'acqua scorre
o su per le cime o giù per un vallone
insomma, sia con gli amici che per conto tuo
non importa dove vai, di sicuro vai bene.

Ti potrei parlare di così tanti posti
tipo la tetra gola dell'Infernaccio
e dei muri di San Leonardo ricostruiti
con preghiere e fatica da Padre Pietro
che poi se da lì ti sposti un po'
trovi la cascata nascosta là dietro
ma ti consiglio di non farci la doccia
che ti fa prendere un colpo da quanto è fredda.

Il monte dove si trovano tutte queste cose
è uno dei più alti e si chiama Priora
dall'Infernaccio su per le creste scabrose
ad arrivare fino in cima non viene mai l'ora.
Se ti piacciono comunque le scalate mostruose
partendo da Foce vai dove dimora
il chirocefalo marchesoni, al Lago di Pilato
e poi in cima al (M.)Vettore tutta di un fiato.

Un altro laghetto lo potresti trovare
sotto il Sasso di (M.)Palazzo Borghese
ma se ci vai d'estate non chiedermi dov'è
perché sei arrivato tardi di qualche mese
da giugno è già asciutto e poi devi aspettare
che viene primavera quando torna palese
e ricordati di guardare fra l'acqua tranquilla
che lì pure c'è un chirocefalo detto "della Sibilla".

In estate comunque c'è una cosa molto bella
vai molto più in alto delle basse colline,
sul (M.)Porche, il (M.)Vettore o il (M.)Argentella
potrai vedere su per le creste fine
candida e soffice proprio una stella
ma non una vera, sono stelle alpine
stelle alpine dell'appennino precisamente
e se ti vedo a coglierle ti rompo un dente.

Sicuramente conosci il monte dominante
che dà il nome a tutta la catena
non è il più alto, ma il più importante
peccato solo per la brutta strada imbrecciata
che è una cicatrice sul bel versante
ma questo comunque di certo non frena
chi vuole arrivare alla splendida cresta
che della Sibilla fa da corona sulla testa.

Insomma, lascia la città, vieni in questo paradiso
mi pare che è da un po' che te lo dico
questi posti tolgono lo stress e ridanno il sorriso
il mio è un consiglio, un consiglio da amico
e se comunque non sei del mio stesso avviso
continua a mangiare la scorza e a buttare il fico
che puoi essere istruito quanto vuoi
ma se non ti piacciono i Sibillini capisci poco della vita.

P.S.
Sì, è vero, il terremoto li ha malmenati
questi monti e i paesi che gli stanno tutti attorno
ma non pensare che adesso sono meno fatati
sono stati feriti, però arriverà il giorno
che cicatrici e strazi saranno sanati
e la gente farà a gara per fare ritorno
sui Monti Sibillini, che stanno lì e aspettano
perché tanto sono eterni, non hanno fretta.


di M.N.Blackbeard


I Monti Sibillini, versante occidentale (foto dal M. Pennino)


giovedì 4 gennaio 2018

Cacciatori di Negromanti

Ed ecco a voi la mia prima raccolta di racconti: Cacciatori di Negromanti.

Signore e Signori: la Copertina
Per spiegare come è nata questa serie di racconti, occorre prima parlare un po' dei Monti Sibillini (tranquilli, sarò breve).
I Monti Sibillini costituiscono una catena montuosa a cavallo fra Marche e Umbria a me molto cara, purtroppo a volte epicentro di violenti terremoti, gli ultimi dei quali si sono verificati ad Agosto e Ottobre 2016.
I miti più famosi della zona girano attorno a due luoghi in particolare: la grotta del M. Sibilla e il Lago di Pilato.
La grotta si dice che conduca, attraverso un lungo un percorso pieno di pericoli all’interno della montagna, al regno sotterraneo di una regina chiamata Sibilla. Questa donna è un connubio di più figure che coesistono in un unico essere e, a seconda dei racconti che la riguardano, assume uno o l’altro carattere apparendo a volte come profetessa, a volte come fata buona e a volte come demonessa tentatrice. L’apertura, situata a 2150m di altitudine, si trova poco sotto la cima del monte e a oggi risulta ostruita.
La cresta del M. Sibilla
Il Lago di Pilato invece, situato a circa 1940m di quota sul M. Vettore, è visitabile ma con un certo riguardo, visto che al suo interno vive un piccolo crostaceo endemico, il Chirocefalo del Marchesoni, unico al mondo. Qui le leggende vogliono che lo specchio d’acqua sia un luogo demoniaco in quanto tomba del famoso prefetto romano Ponzio Pilato, che durante il processo a Gesù Cristo “se ne lavò le mani” condannando di fatto Gesù a morte. Per questo peccato pare che la sua anima sia stata dannata e, dopo varie vicissitudini, alla sua morte il corpo sia stato caricato su un carro trainato da bufali lasciati liberi di correre. Gli animali avrebbero peregrinato da Roma fino al M. Vettore, per buttarsi quindi dentro il lago, dove sarebbero sprofondati assieme al cadavere di Pilato.
Il Lago di Pilato in primavera, con la tipica forma a occhiale
Non approfondisco qui i miti di questi due luoghi, molto è stato scritto al riguardo e per chi fosse curioso e volesse saperne di più è facile reperire fonti e opere anche in internet. Forse comunque un giorno parlerò un po' di questo argomento.
Quel che pochi sanno invece è che ci sono molte altre leggende, tramandate dagli anziani dei piccoli paesi, che mostrano uno spaccato della vita popolana, condita di elementi fantastici, che in passato ha caratterizzato queste povere terre. Si hanno quindi fate dai piedi caprini che al tramonto scendono dai monti fino ai piccoli paesini a valle per ballare coi giovanotti dei villaggi; streghe che di notte liberano i cavalli conducendoli a corse sfrenate prima di riportarli alle loro stalle dove i contadini la mattina li ritrovavano tutti sudati e con le treccine alle criniere; negromanti vestiti con sai neri che andavano al Lago di Pilato a consacrare i libri del comando, offrendo la propria anima ai demoni, scatenando così bufere e altre calamità sulla zona; fantasmi che terrorizzano con urla e schiamazzi coloro che si ritrovano a passare per le zone un tempo teatro di sanguinose lotte; questi solo per citare alcuni esempi.
Streghe, negromanti e demoni ad un sabba molto composto.
"Siam dannati ma non maleducati"
È chiaro quindi che i Monti Sibillini sono una fonte infinita di spunti nonché un luogo ideale per ambientare storie di tipo fantasy, che non hanno nulla da invidiare a quelle di matrice anglosassone che oggi hanno un po’ saturato il genere.
Con questo proposito di mettere in risalto il folklore italiano, ispirandomi proprio alle storie e leggende secondarie dei Monti Sibillini, è nata la raccolta “Cacciatori di negromanti”.
Senza svelarvi troppo vi dico solo che si tratta di 5 racconti, ambientati in un contesto medievale fra i Monti Sibillini, che narrano le gesta di una famiglia di cacciatori di negromanti, i Fieracerqua, in un tripudio di azione, sangue, intrighi, e avventure. Ideale da leggere davanti a un caminetto col fuoco acceso, sorseggiando vin brulè!
Alla fine di ogni storia c'è una piccola nota dove parlo delle leggende e degli altri elementi che hanno ispirato il racconto, fatta, lo ammetto, per intrigarvi un po' e spronarvi a visitare gli splendidi luoghi dove le storie sono ambientate.

Se non vi ho incuriosito abbastanza vi do un'ulteriore motivazione per acquistare questa raccolta: da qui a un anno (ovvero fino al 31 dicembre 2018) l'intero ricavato della sua vendita verrà donato per aiutare i territori colpiti dai terremoti del 24 agosto e 26 e 30 ottobre 2016. A tal scopo già sono in contatto con l'associazione "Risorgi Visso". Vi esorto a visitare la loro pagina facebook, queste ammirevoli persone meritano tutto l'appoggio possibile! Cliccate sull'immagine sottostante.
pagina facebook
Cliccate l'immagine altrimenti i negromanti
vi manderanno un raffreddore!
La raccolta "Cacciatori di Negromanti" è disponibile su Amazon sia in formato cartaceo che in formato e-book (scaricabile su qualsiasi dispositivo tramite le App gratuite messe a disposizione) a questo link.



martedì 12 dicembre 2017

Parlando un po' di me

Prima di tutto: benvenuti nel non blog M.N.Blackbeard.

Questo sito, sappiatelo fin d'ora, non sarà una diario in cui scriverò di frequente, ma piuttosto un calderone dove metterò ciò che partorisce la mia mente o quanto altro mi appassiona e che voglio condividere con voi.
Sono nato nel 1985, nelle Marche, a due passi dai Monti Sibillini.
Io nel mio habitat
Perché M.N.Blackbeard? M. N. sono le mie iniziali, mentre Blackbeard riprende quello che è il mio soprannome di famiglia, la mia casata in sostanza, i Barbanera. Sono molto attaccato alle mie origini e alla storia della mia terra, in modo quasi nostalgico anche se non retrogrado, e adottare questo nome è un modo per omaggiare le mie radici.
Tra le cose di me che più mi piace raccontare c'è questa: ho imparato a camminare proprio in montagna. Avevo poco più di dieci mesi, i miei avevano deciso di trascorrere le vacanze estive in una piccola frazione di un Comune nei Monti Sibillini e lì, aiutandomi con un bastone, ho compiuto i miei primi passi.
A detta di mia madre il bastone mi serviva più per sicurezza personale che per sorreggermi, visto che non mi ci appoggiavo affatto. Io invece credo che quello fosse il segno che già da allora viveva in me lo spirito del montanaro.
In effetti le montagne non le ho più abbandonate, appena ho un po' di tempo libero prendo l'auto e viaggio per quell'oretta scarsa che mi separa da loro.
Sono perdutamente innamorato dei Monti Sibillini, delle sue cime, le vallate, le gole, i fiumi, i boschi, nonché delle leggende e della magia di cui sono impregnati.
E un giorno ho cominciato a miscelare questo amore con due cose che penso mi caratterizzano: curiosità e fantasia.
Così mi sono messo a scrivere, lasciando che dalla mia testa uscissero liberamente personaggi, storie e avventure, a volte appartenenti a mondi inventati, diversi dal nostro, ma che in realtà non sono altro che un riflesso originato da questi luoghi speciali: le "mie" montagne.
In generale il genere dei miei scritti si può tranquillamente definire Fantasy, ma non un High Fantasy classico, alla Signore degli Anelli per intenderci, ma qualcosa di più "sporco".
Alcuni racconti possono essere classificati Heroic Fantasy (o Sword and Sorcery), altri Dark Fantasy, altri Fantasy Mitologico e non so quali altri generi posso aver toccato.
A me piace chiamarli semplicemente Fantasy e lascio al lettore, se vorrà, scoprire in quale genere si inquadrano meglio le mie storie.
Altra passione che di recente mi ha colpito è quella della poesia popolana. Non è detto che di tanto in tanto non vi proponga qualche verso.

Spero di farvi passare piacevolmente il tempo che vorrete spendere qui.

M.N.Blackbeard