lunedì 15 gennaio 2018

I Sibillini, poesia dialetttale in ottave

Una piccola introduzione: l'ottava rima è il metro usato dai poeti pastori nell'area dei Monti Sibillini. Per secoli questi uomini portavano le loro bestie a pascolare in alta quota e la sera si riunivano attorno a un fuoco facendo bivacco. I più anziani trasmettevano ai giovani la loro esperienza, ma non solo. Introducevano anche le meraviglie del mito, delle narrazioni, della poesia popolare e i grandi poemi cavallereschi.
Fra le opere che i pastori erano in grado di recitare a memoria c'erano La Gerusalemme Liberata di Tasso, L'Orlando Furioso di Ariosto, nonché Il Guerrin Meschino di Andrea da Barberino (dove il protagonista fa visita proprio alla maga Sibilla dei Monti Sibillini).
Tutte queste opere sono scritte in ottava rima, a eccezione del Guerrin Meschino che è in prosa, anche se era diffusa una versione del 1560 circa a cura di Tullia D'Aragona, proprio in ottava rima.
un piccolo estratto del Guerrin Meschino in rima
Perciò, conoscendo bene questa metrica, i pastori si divertivano a loro volta a recitare poesie a braccio, ovvero poesie con rime in ottave inventate al momento (roba da far tremare d'invidia i moderni rapper freestyle).
I temi il più delle volte erano goliardici e scherzosi, e servivano per fare due risate e ammazzare il tempo nelle lunghe giornate passate su per i monti.
Purtroppo è una tradizione che va scomparendo, poiché il lavoro del pastore, pesante e di sacrificio, non viene quasi più svolto dalle persone del luogo. I giovani preferiscono altri lavori, magari in città, e quando anche i pochi pastori anziani se ne andranno, questa bella usanza se ne andrà con loro.

Rifacendomi a questo schema metrico della tradizione sibillina ho composto anch'io una breve poesia dialettale (anche se penso si comprenda bene, aggiungo la traduzione in italiano per chi non masticasse il mio dialetto, cercando di rispettare le rime per quanto possibile). E' un'ode ai miei amati monti, spero che la lettura vi regali un sorriso e la voglia di visitarli.


I Sibillini
I Monti Sibillini, versante orientale (foto da Macerata)


Qua fra li monti de magia 'mpregnati
se guardi 'npo' coll'occhi e 'npo' de còre
te sentirai vé e li malanni alleviati
senza usà pasticche o jì dal dottore
perché 'nmezzo a li boschi o fra li prati
c'è ognico' che serve pel bonumore
e fidete de me che io ce so cresciuto
e pò pe' ste cose ciagghio fiuto.

'Nnanzi tutto qua l'aria adè bona
adè sempre fresca e fa vé a li polmoni
se capita però che lu vento bastona
mettete la scuffia e 'llaccia vé li bottoni
'nvece se lu cielo sta carmu e non trona
fatte du' passi e sinti l'odori boni
che su pe' i monti fra na farfalla e 'n grillu
te 'rrempie le frosce lu profumu de serpillu.

Se mentre camini te vene un po' fame
ma non c'hai lì 'ppresso la colaziò
anche se non adè presciutto o salame
se scuficchi le fratte 'rtroi la soluziò:
de fragole e more quesso è lu reame
e se sì fortunato troi pure un lampò
se invece adé autunno non fa tante lagne
che ce starà sempre du' noci o du' castagne.

Sperenno, amico, che non sì 'na ciammella
ma che invece sì unu de gambe bone
và su li monti, non ce sta cosa più bella
fatte un percorso, scegliete le zone
poi andà do' adé fresco e l'acqua ruscella
o su 'ppe le cime o jò 'ppe un vallone
insomma, sia coll'amici che da per te,
do' vai vai, de sicuro vai vé.

Te putrìo parlà de cuscì tanti posti
tipo la gola dell'Infernaccio tetro
e li muri de San Leonardo recomposti
co' preghiere e fadiga da Padre Pietro
che poi se da lì un moccò te sposti
'rtroi la cascata 'bbuscata là dietro
ma te consiglio de non facce la doccia
che te pija 'n gorbu da quant'è ghiaccia.

Lu monte do sta misse tutte ste cose
adé uno dei più ardi e se chiama Priora
dall'Infernaccio su 'ppe le creste scabrose
a jì fino su in cima non 'rria mai l'ora.
Se te piace comunque le scalate mostruose
partenno da Foce vanne do' dimora
lu chirocefalu marchesoni, a lu Lago de Pilato
e pò in cima a lu Vettore tutta de un fiato.

Nandru laghetto lo potristi stroà
sotto lu Sassu de Palazzo Borghese
ma se ce vai d'estate non me chiede do stà
perché l'hai lisciato de quarche mese
da giugnu è ghià sciuccu e pò devi 'spettà
che 'rvene primavera quanno 'rtorna palese
e ricordete de guardà fra l'acqua tranquilla
che lì pure c'è un chirocefalo detto "della Sibilla".

In estate comunque c'è na cosa assai vella
vanne tanto più sù delle basse colline,
su lu Porche, lu Vettore o l'Argentella
potrai vedé su 'ppe le creste fine
candida e soffice proprio 'na stella
ma no una vera, adé stelle alpine
stelle alpine dell'appennino precisamente
e se te vedo a scarpille te roppo un dente.

Sicuramente conosci lu monte dominante
che dà lu nome a tutta la catena
non adè lu più ardu, ma lu più 'mportante
peccato solo pe' la stradaccia de rena
che adé 'na cicatrice su lu vellu versante
ma questo comunque de certo non frena
chi vole arrivà alla splendida cresta
che della Sibilla fa da corona su la testa.

Insomma, lascia la città, veni su sto paradiso
me pare che adè da un po' che te lo dico
sti posti lea lo stress e rdà lu sorriso
il mio adè un consiglio, un consiglio da amico
e se comunque non sì de lu stesso mio avviso
continua a magnà la scorza e a buttà lu fico
che poi esse struttu quanto te pare
ma se non te piace li Sibillini che campi a fare?

P.S.
Scì adè vero, lu tirimotu l'ha sconocchiati
sti monti e li paesi che glie stà tutt'attornu
ma non pensà che adesso adè meno fatati
adè stati feriti, però 'rrierà lu jornu
che cicatrici e strazi saranno sanati
e la jente farà a gara pe' fa ritorno
su li Monti Sibillini, che sta lì e spetta
perché tanto so eterni, non cianno fretta.
(traduzione)
Qua fra i monti pieni di magia
se guardi un po' con gli occhi e un po' col cuore
ti sentirai bene e avrai i malanni alleviati
senza usare pasticche o andare dal dottore
perché in mezzo ai boschi o fra i prati
c'è tutto ciò che serve per il buonumore
e fidati di me che io ci son cresciuto
e poi per queste cose ho fiuto.

Innanzi tutto qua l'arie è buona
è sempre fresca e fa bene ai polmoni
se capita però che il vento soffia forte
metti la cuffia e allaccia bene i bottoni
invece se il cielo è calmo e non tuona
vai a far due passi e a sentire i buon odori
che su per i monti fra una farfalla e un grillo
il profumo del timo selvatico ti riempie le narici.

Se mentre cammini ti viene un po' fame
ma non hai lì con te la colazione
anche se non è prosciutto o salame
se cerchi fra i cespugli troverai una soluzione:
di fragole e more questo è il reame
e se sei fortunato trovi pure un lampone
se invece è autunno non fare tante lagne
che ci saranno sempre due noci o due castagne.

Sperando, amico, che non sei una ciambella
ma che invece sei una persona di gambe buone
vai sui monti, non c'è cosa più bella
fai un percorso, scegli le zone
puoi andare dove è fresco e l'acqua scorre
o su per le cime o giù per un vallone
insomma, sia con gli amici che per conto tuo
non importa dove vai, di sicuro vai bene.

Ti potrei parlare di così tanti posti
tipo la tetra gola dell'Infernaccio
e dei muri di San Leonardo ricostruiti
con preghiere e fatica da Padre Pietro
che poi se da lì ti sposti un po'
trovi la cascata nascosta là dietro
ma ti consiglio di non farci la doccia
che ti fa prendere un colpo da quanto è fredda.

Il monte dove si trovano tutte queste cose
è uno dei più alti e si chiama Priora
dall'Infernaccio su per le creste scabrose
ad arrivare fino in cima non viene mai l'ora.
Se ti piacciono comunque le scalate mostruose
partendo da Foce vai dove dimora
il chirocefalo marchesoni, al Lago di Pilato
e poi in cima al (M.)Vettore tutta di un fiato.

Un altro laghetto lo potresti trovare
sotto il Sasso di (M.)Palazzo Borghese
ma se ci vai d'estate non chiedermi dov'è
perché sei arrivato tardi di qualche mese
da giugno è già asciutto e poi devi aspettare
che viene primavera quando torna palese
e ricordati di guardare fra l'acqua tranquilla
che lì pure c'è un chirocefalo detto "della Sibilla".

In estate comunque c'è una cosa molto bella
vai molto più in alto delle basse colline,
sul (M.)Porche, il (M.)Vettore o il (M.)Argentella
potrai vedere su per le creste fine
candida e soffice proprio una stella
ma non una vera, sono stelle alpine
stelle alpine dell'appennino precisamente
e se ti vedo a coglierle ti rompo un dente.

Sicuramente conosci il monte dominante
che dà il nome a tutta la catena
non è il più alto, ma il più importante
peccato solo per la brutta strada imbrecciata
che è una cicatrice sul bel versante
ma questo comunque di certo non frena
chi vuole arrivare alla splendida cresta
che della Sibilla fa da corona sulla testa.

Insomma, lascia la città, vieni in questo paradiso
mi pare che è da un po' che te lo dico
questi posti tolgono lo stress e ridanno il sorriso
il mio è un consiglio, un consiglio da amico
e se comunque non sei del mio stesso avviso
continua a mangiare la scorza e a buttare il fico
che puoi essere istruito quanto vuoi
ma se non ti piacciono i Sibillini capisci poco della vita.

P.S.
Sì, è vero, il terremoto li ha malmenati
questi monti e i paesi che gli stanno tutti attorno
ma non pensare che adesso sono meno fatati
sono stati feriti, però arriverà il giorno
che cicatrici e strazi saranno sanati
e la gente farà a gara per fare ritorno
sui Monti Sibillini, che stanno lì e aspettano
perché tanto sono eterni, non hanno fretta.


di M.N.Blackbeard


I Monti Sibillini, versante occidentale (foto dal M. Pennino)


giovedì 4 gennaio 2018

Cacciatori di Negromanti


Ed ecco a voi la mia prima raccolta di racconti: Cacciatori di Negromanti.

Signore e Signori: la Copertina
Per spiegare come è nata questa serie di racconti, occorre prima parlare un po' dei Monti Sibillini (tranquilli, sarò breve).
I Monti Sibillini costituiscono una catena montuosa a cavallo fra Marche e Umbria a me molto cara, purtroppo a volte epicentro di violenti terremoti, gli ultimi dei quali si sono verificati ad Agosto e Ottobre 2016.
I miti più famosi della zona girano attorno a due luoghi in particolare: la grotta del M. Sibilla e il Lago di Pilato.
La grotta si dice che conduca, attraverso un lungo un percorso pieno di pericoli all’interno della montagna, al regno sotterraneo di una regina chiamata Sibilla. Questa donna è un connubio di più figure che coesistono in un unico essere e, a seconda dei racconti che la riguardano, assume uno o l’altro carattere apparendo a volte come profetessa, a volte come fata buona e a volte come demonessa tentatrice. L’apertura, situata a 2150m di altitudine, si trova poco sotto la cima del monte e a oggi risulta ostruita.
La cresta del M. Sibilla
Il Lago di Pilato invece, situato a circa 1940m di quota sul M. Vettore, è visitabile ma con un certo riguardo, visto che al suo interno vive un piccolo crostaceo endemico, il Chirocefalo del Marchesoni, unico al mondo. Qui le leggende vogliono che lo specchio d’acqua sia un luogo demoniaco in quanto tomba del famoso prefetto romano Ponzio Pilato, che durante il processo a Gesù Cristo “se ne lavò le mani” condannando di fatto Gesù a morte. Per questo peccato pare che la sua anima sia stata dannata e, dopo varie vicissitudini, alla sua morte il corpo sia stato caricato su un carro trainato da bufali lasciati liberi di correre. Gli animali avrebbero peregrinato da Roma fino al M. Vettore, per buttarsi quindi dentro il lago, dove sarebbero sprofondati assieme al cadavere di Pilato.
Il Lago di Pilato in primavera, con la tipica forma a occhiale
Non approfondisco qui i miti di questi due luoghi, molto è stato scritto al riguardo e per chi fosse curioso e volesse saperne di più è facile reperire fonti e opere anche in internet. Forse comunque un giorno parlerò un po' di questo argomento.
Quel che pochi sanno invece è che ci sono molte altre leggende, tramandate dagli anziani dei piccoli paesi, che mostrano uno spaccato della vita popolana, condita di elementi fantastici, che in passato ha caratterizzato queste povere terre. Si hanno quindi fate dai piedi caprini che al tramonto scendono dai monti fino ai piccoli paesini a valle per ballare coi giovanotti dei villaggi; streghe che di notte liberano i cavalli conducendoli a corse sfrenate prima di riportarli alle loro stalle dove i contadini la mattina li ritrovavano tutti sudati e con le treccine alle criniere; negromanti vestiti con sai neri che andavano al Lago di Pilato a consacrare i libri del comando, offrendo la propria anima ai demoni, scatenando così bufere e altre calamità sulla zona; fantasmi che terrorizzano con urla e schiamazzi coloro che si ritrovano a passare per le zone un tempo teatro di sanguinose lotte; questi solo per citare alcuni esempi.
Streghe, negromanti e demoni ad un sabba molto composto.
"Siam dannati ma non maleducati"
È chiaro quindi che i Monti Sibillini sono una fonte infinita di spunti nonché un luogo ideale per ambientare storie di tipo fantasy, che non hanno nulla da invidiare a quelle di matrice anglosassone che oggi hanno un po’ saturato il genere.
Con questo proposito di mettere in risalto il folklore italiano, ispirandomi proprio alle storie e leggende secondarie dei Monti Sibillini, è nata la raccolta “Cacciatori di negromanti”.
Senza svelarvi troppo vi dico solo che si tratta di 5 racconti, ambientati in un contesto medievale fra i Monti Sibillini, che narrano le gesta di una famiglia di cacciatori di negromanti, i Fieracerqua, in un tripudio di azione, sangue, intrighi, e avventure. Ideale da leggere davanti a un caminetto col fuoco acceso, sorseggiando vin brulè!
Alla fine di ogni storia c'è una piccola nota dove parlo delle leggende e degli altri elementi che hanno ispirato il racconto, fatta, lo ammetto, per intrigarvi un po' e spronarvi a visitare gli splendidi luoghi dove le storie sono ambientate.

Se non vi ho incuriosito abbastanza vi do un'ulteriore motivazione per acquistare questa raccolta: da qui a un anno (ovvero fino al 31 dicembre 2018) l'intero ricavato della sua vendita verrà donato per aiutare i territori colpiti dai terremoti del 24 agosto e 26 e 30 ottobre 2016. A tal scopo già sono in contatto con l'associazione "Risorgi Visso". Vi esorto a visitare la loro pagina facebook, queste ammirevoli persone meritano tutto l'appoggio possibile! Cliccate sull'immagine sottostante.
pagina facebook
Cliccate l'immagine altrimenti i negromanti
vi manderanno un raffreddore!
La raccolta "Cacciatori di Negromanti" è disponibile su Amazon sia in formato cartaceo che in formato e-book (scaricabile su qualsiasi dispositivo tramite le App gratuite messe a disposizione) a questo link.



martedì 12 dicembre 2017

Parlando un po' di me

Prima di tutto: benvenuti nel non blog M.N.Blackbeard.

Questo sito, sappiatelo fin d'ora, non sarà una diario in cui scriverò di frequente, ma piuttosto un calderone dove metterò ciò che partorisce la mia mente o quanto altro mi appassiona e che voglio condividere con voi.
Sono nato nel 1985, nelle Marche, a due passi dai Monti Sibillini.
Io nel mio habitat
Perché M.N.Blackbeard? M. N. sono le mie iniziali, mentre Blackbeard riprende quello che è il mio soprannome di famiglia, la mia casata in sostanza, i Barbanera. Sono molto attaccato alle mie origini e alla storia della mia terra, in modo quasi nostalgico anche se non retrogrado, e adottare questo nome è un modo per omaggiare le mie radici.
Tra le cose di me che più mi piace raccontare c'è questa: ho imparato a camminare proprio in montagna. Avevo poco più di dieci mesi, i miei avevano deciso di trascorrere le vacanze estive in una piccola frazione di un Comune nei Monti Sibillini e lì, aiutandomi con un bastone, ho compiuto i miei primi passi.
A detta di mia madre il bastone mi serviva più per sicurezza personale che per sorreggermi, visto che non mi ci appoggiavo affatto. Io invece credo che quello fosse il segno che già da allora viveva in me lo spirito del montanaro.
In effetti le montagne non le ho più abbandonate, appena ho un po' di tempo libero prendo l'auto e viaggio per quell'oretta scarsa che mi separa da loro.
Sono perdutamente innamorato dei Monti Sibillini, delle sue cime, le vallate, le gole, i fiumi, i boschi, nonché delle leggende e della magia di cui sono impregnati.
E un giorno ho cominciato a miscelare questo amore con due cose che penso mi caratterizzano: curiosità e fantasia.
Così mi sono messo a scrivere, lasciando che dalla mia testa uscissero liberamente personaggi, storie e avventure, a volte appartenenti a mondi inventati, diversi dal nostro, ma che in realtà non sono altro che un riflesso originato da questi luoghi speciali: le "mie" montagne.
In generale il genere dei miei scritti si può tranquillamente definire Fantasy, ma non un High Fantasy classico, alla Signore degli Anelli per intenderci, ma qualcosa di più "sporco".
Alcuni racconti possono essere classificati Heroic Fantasy (o Sword and Sorcery), altri Dark Fantasy, altri Fantasy Mitologico e non so quali altri generi posso aver toccato.
A me piace chiamarli semplicemente Fantasy e lascio al lettore, se vorrà, scoprire in quale genere si inquadrano meglio le mie storie.

Spero di farvi passare piacevolmente il tempo che vorrete spendere qui.

M.N.Blackbeard